In mezzo secolo di lavoro nella scuola ho conosciuto un numero enorme di Presidi. Ne ho conosciuti quando ero insegnante e poi ho fatto progetti insieme a loro quando lavoravo all’IRRE Lombardia. In seguito ne ho conosciuti molti facendo io stesso il Preside e poi facendo il valutatore di scuole e di Presidi. Tutto senza contare poi le decine di convegni.
Ma come sono fatti i Presidi? Esattamente come gli insegnanti: anche loro sono di solito competenti e capaci, ma anche fra i Presidi non manca qualche imboscato specialista in fancazzismo. Niente di nuovo sotto il cielo…
Qui racconto alcuni episodi vissuti con vari Presidi, mascherando le storie in modo da non rendere riconoscibili i protagonisti. Per questo sono storie semi-vere.
Teatro a tempo perso
Ero un giovane insegnante e lui era un bravo Preside, serio e incoraggiante. Un giorno scoprii che era anche attore in un importante teatro. Diceva di essere un Preside che recita a tempo perso.
Una sera andai a un suo spettacolo e lo vidi recitare in modo meraviglioso. Era uno dei migliori attori che avessi mai visto recitare.
Il giorno seguente gli dissi “Lei non è un Preside che recita a tempo perso, ma un attore che fa il Preside a tempo perso!”. Mi sorrise e, senza dire una parola, mi portò al bar per offrirmi una birra…

Vietato fumare. O no?
Lo conoscevo di fama come un ottimo Preside, molto capace e di grande umanità. L’avevo visto alcune volte di sfuggita, ma non l’avevo mai conosciuto personalmente.
Un giorno, per una breve riunione di lavoro, ebbi l’occasione di entrare nel suo ufficio. Mi accolse gentilmente e subito notai una cosa strana: tutte le finestre erano spalancate! Era pieno inverno e in Presidenza faceva un freddo terribile. Si giustificò dicendo che pativa il caldo quindi…

Tenendo sempre addosso il cappotto, a metà riunione chiesi di andare in bagno e mi indicò i servizi riservati alla Presidenza. Appena entrato in bagno vidi un posacenere pieno di decine di mozziconi di sigaretta. Ecco scoperto il segreto: il Preside fumava di nascosto e apriva le finestre per non far sentire l’odore di fumo! Proprio come i ragazzini! Ma i suoi studenti lo sapevano? Chissà cosa dicevano quando venivano beccati in bagno a fumare…
Signori si nasce (ma qualcuno non lo nacque)
(testo tratto da un post su FaceBook del 14 novembre 2020)
Avevo partecipato al concorso per ricercatori didattici IRRSAE/IRRE Lombardia su suggerimento di una collega che mi aveva segnalato il bando su una fotocopia illeggibile trovata su una sedia in aula insegnanti. A mia insaputa partecipò allo stesso concorso anche il mio Preside di allora, che però non lo superò.

Non essendo esattamente un gran signore, piuttosto arrabbiato il Preside mi convocò in Presidenza per dirmi che lui conosceva bene i membri della Commissione Esaminatrice e sapeva che non capivano nulla. Io, che neanche sapevo esistesse una Commissione, ho così appreso che la graduatoria era stata pubblicata e che il mio nome era il primo nell’elenco.
Grazie Preside per l’informazione…
Aborto 1
Non occorrono indagini scientifiche per sapere che gli studenti vanno a scuola con il loro corpo. Corpo come quello di chiunque. Corpo che a volte crea problemi.
Era stata approvata da poco la Legge sul diritto di aborto. Una studentessa incinta si rivolse al Giudice Tutelare per abortire. Qualcuno l’aveva informata che l’art. 12 della Legge 194 prevede questo caso per le minorenni, che così possono abortire senza farlo sapere ai genitori.
Un’insegnante di CL venne a saperlo. A dispetto della privacy, prontamente diffuse la voce fra i colleghi ciellini e insieme si rivolsero al Preside per evitare questo “delitto”. Mr. Ponzio Pilato non prese posizione, ma convocò i genitori della ragazza perché “c’erano state varie assenze”. Durante il colloquio fece emergere un sospetto e, piano piano, la verità venne a galla.

I docenti ciellini parlarono con i genitori e tutti insieme fecero pressione sulla ragazza fino a quando l’aborto venne evitato. Gli insegnanti ciellini festeggiarono la notizia in aula insegnanti esclamando a voce alta “Ha vinto la vita!”.
Dopo pochi mesi la ragazza abbandonò la scuola. In seguito si separò dal padre di suo figlio e, per mantenere sé stessa e il figlio, iniziò a lavorare facendo le pulizie nelle case.
Non so se puliva anche le case dei docenti ciellini…
Aborto 2
In anni recenti una ragazza minorenne andò dal Preside “Domani abortirò con l’autorizzazione del Giudice. Non voglio che i miei genitori lo sappiano, ma domani sarò assente e a loro arriverà l’SMS automatico mandato dal Registro Elettronico. Le chiedo di evitarlo”.
Il Preside, che aveva mille difetti ma almeno non si chiamava Ponzio Pilato, cercò inutilmente di contattare il Giudice, senza però riuscirci. Come fare?
Il giorno seguente un misterioso e inspiegabile guasto ai servizi informatici della scuola impedì la trasmissione di tutti gli SMS alle famiglie dei ragazzi assenti. Il giorno successivo, come per miracolo, il servizio informatico riprese a funzionare. I tecnici non hanno mai capito la causa di quel misterioso guasto.
Questa volta “non vinse la vita”, ma almeno la ragazza finì il Liceo e in seguito si iscrisse a Medicina. Forse un giorno, come Dottoressa, farà vincere la vita in un altro modo…
Non conosco nessuno…
Era un Preside appena arrivato a Milano. Un suo insegnante doveva mandare in Provveditorato la richiesta di partecipare a un convegno o qualche cosa di simile, quindi andò in Presidenza per fare firmare la domanda.
Il Preside accolse l’insegnante gentilmente, ma si rifiutò di firmare la richiesta dicendo che “era appena arrivato in città e non conosceva nessuno in Provveditorato”. Il povero docente spiegò che non occorreva conoscere nessuno; si trattava solo di spedire una lettera firmata.
Il Preside si mostrò molto dubbioso e chiese se a Milano è possibile mandare una lettera a un destinatario che non si conosce personalmente. Dopo un po’ di trattativa si convinse a firmare e la segreteria inviò la lettera che arrivò regolarmente e la richiesta contenuta fu accettata. Forse il Preside doveva ancora capire la differenza fra Provveditorato e Babbo Natale…
Camionisti focosi
Lei era una brava Preside, puntigliosa e determinata. Un po’ autoritaria, pretendeva sempre di tenere tutto sotto il suo controllo. Era molto orgogliosa del suo ruolo e ne aveva ottime ragioni: la sua scuola funzionava benissimo e gran parte del merito era suo.
Un giorno ricevette la telefonata di un genitore che chiedeva l’autorizzazione per fare uscire anticipatamente la figlia per una visita medica urgente. Accordato il permesso aveva continuato il suo lavoro.
Nei giorni seguenti l’episodio si ripeté con un’altra ragazza. Poi, sempre avendo le due stesse ragazze come protagoniste, ricevette altre telefonate simili e sempre fece uscire le diciasettenni.
Dopo un po’ di settimane la Preside ebbe qualche dubbio e attivò alcune verifiche. Non le fu difficile scoprire che, più che Preside, il suo ruolo era diventato quello di tenutaria di una casa d’appuntamenti. Infatti le due povere ragazze erano finite in un giro di prostituzione minorile e i clienti erano camionisti in sosta a un Autogrill lungo la Tangenziale.
Dopo essersi ripresa dallo shock, la Preside coinvolse la Polizia e i servizi sociali, senza dimenticare di fare una circolare per i genitori, con cui proibiva i permessi d’uscita in base a semplici telefonate…

Piccoli episodi di grandi Presidi
(testo tratto da un post su FaceBook del 6 novembre 2020)
Per vari anni ho insegnato “Matematica e Fisica” in vari Licei Scientifici milanesi. Molti Licei erano ancora senza nome: si chiamavano il VI, il VII… fino al XIV (praticamente erano come i nomi dei Papi).
Di quegli anni sono ancora in debito personale e professionale con due grandi Presidi che mi hanno insegnato la passione per la scuola: Giorgio Levis e Romeo Brambilla.

Molti consideravano Levis un pazzo, ma quel bravissimo pazzo mi ha insegnato la passione per l’innovazione didattica e ha dato grandi spinte alla mia formazione professionale.
Non era molto diplomatico; anzi era piuttosto burbero. Indimenticabili quelle volte che in corridoio si incazzava con un insegnante o con uno studente: i vetri della scuola tremavano e tutti scappavano nelle aule temendo lo scatenarsi di un conflitto a fuoco!
Da Brambilla ho imparato l’attenzione agli studenti e alle loro fragilità. Era ancora più burbero di Levis, ma quanta sensibilità nascondeva dietro quella folta barba!
A quei tempi a scuola si fumava senza neanche il bisogno di nascondersi; molti insegnanti fumavano persino in aula. Nonostante l’enorme pancia, Brambilla correva nei corridoi per raggiungere gli studenti che fumavano.
Con il suo vocione tenebroso urlava dicendo che il fumo faceva male e loro dovevano spegnere la sigaretta. Urlava tutto sudato, avvolto dal fumo puzzolente del suo sigaro toscano perennemente acceso…
1 commento su “Presidi indimenticabili”