La neve d’inverno

di Rosaria Tricomi

Anni Settanta. Inizio della mia carriera scolastica.
Allora non avevo la macchina e, per raggiungere la mia scuola, dovevo percorrere a piedi parecchia strada, sia con il bel tempo sia con il brutto tempo.

Una mattina d’inverno nevicava fortissimo. Uscii di corsa con la speranza di riuscire ad afferrare al volo il primo pullman. Provai una grande delusione nel constatare che era già passato e così mi avviai a piedi per raggiungere la mia scuola, situata in un altro comune. Calzavo degli stivali di gomma bianchi che però lasciavano passare l’acqua, anzi la neve. Arrivai a scuola, con i piedi congelati oltre che bagnati.

Mi venne incontro un’anziana collega che, guardandomi, mi chiese di seguirla. Un po’ preoccupata le andai dietro. Entrò in una stanza e ne uscì con un paio di pantofole. Me le diede dicendomi che erano nuove e di non preoccuparmi se non avevo le scarpe o gli stivali giusti.

Ricorderò sempre le sue parole: “L’importante è quello che sei e ciò che sai fare“. Per un momento rimasi lì stupita, ma subito mi cambiai ed entrai in classe.

Presto mi resi conto di quanto quella saggia e anziana collega avesse ragione: i bambini non notarono le mie pantofole e fu una delle giornate più importanti non solo per me, ma anche per gli alunni che uscirono felici.

Spesso diamo troppa importanza all’apparenza, tralasciando la parte più importante di ognuno di noi. Quella collega aveva proprio ragione!

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Autore: storiediscuola2021

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