Maestro per caso

di Luciano Berti

Domenica 10 ottobre 1971 ero uscito con gli amici. Non ricordo il film, ricordo la sera al ristorante
La secchia rapita” dalle parti di viale Marche o giù di lì.

In qualche modo era un “all you can eat” antesignano.

Prima di cominciare, ti portavano arachidi. Non erano velocissimi; tu chiacchieravi e mangiavi arachidi.
Quando arrivavano le pietanze, non è che avessi ancora tanta fame. Il dopocena era da Giancarlo, casa di ringhiera in via Melzo, libera perché sua madre andava a ballare.

Brava donna e generosa, il sabato andava al supermercato (la prima Esselunga, quella in viale Regina Giovanna) e comprava per noi le tavolette di cioccolato svizzero (tre incelofanate) lo Strega originale e il Cynar, sottomarca contro il logorio della vita moderna.

Giusto così, non eravamo certamente logorati. Avevamo meno di vent’anni. 
Strega, Cynar e cioccolato, sopra le arachidi.

Che storia di scuola è?

Calma mo’ arriva la scuola.
Non fu una bella notte.
Non tra la via Emilia e il West, a meno di non chiamare via Emilia il letto e West il cesso.
La mattina non andai all’università.
Verso le 10 ero seduto nel West. Suonò il telefono.
Il telefono era a East.

Mi piacerebbe dire che corsi con tre balzi a rispondere, invece lo raggiunsi camminando veloce con passettini da gheisa. Le mie caviglie erano fasciate dai pantaloni.

“Lei è Luciano Berti?”
“Sì”
“Accetta una supplenza nella scuola di Piazza Gasparri? “
“Va bene, quando devo presentarmi?”
“Prima delle 12,30. Deve fare la attività parascolastiche, mensa e doposcuola, dalle 12,30 alle 16,30”

Mi vestii in fretta e furia (si fa per dire), presi la mia Prinz celeste ereditata da mio padre e mi avviai cantando “Imodium all the people…”

Visto che alla fine sono arrivato a scuola?

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Autore: storiediscuola2021

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1 commento su “Maestro per caso”

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