
Chi è
Due sono state le passioni della mia vita: i miei studenti e il rapporto tra scuola e lavoro.
Da docente, sono stato recuperato due anni or sono su Facebook dagli studenti della V B geometri dell’a.s. 1978/79, che volevano festeggiare con me il quarantesimo anniversario del loro esame di maturità.
Da preside, sono stato riconosciuto recentemente sulla metropolitana milanese da una studentessa che si ricordava del mio frequente passaggio nelle classi per verificare quanto tempo si trascorreva in lezioni frontali, in interrogazioni in lavori di gruppo o simili.
Intanto, al “Versari” eravamo tra il gruppo di scuole che praticava (anni Ottanta del secolo scorso) gli stage in azienda e partecipava alle imprese formative simulate.
Dall’inizio di questo millennio sono stato responsabile (fino allo scorso anno) della Rete Lombarda ASL/PCTO, che mi ha consentito di constatare l’impegno di molti docenti nella progettazione e nella verifica delle competenze che consentono di unificare le conoscenze e le abilità professionali con quelle comunicative e imprenditoriali per la costruzione di un progetto di vita. E nello stesso tempo l’opposizione silenziosa spesso ma sempre operante, di altri, per i quali tra scuola e lavoro non c’è e non ci deve essere nessun rapporto di contemporaneità: prima si apprende, poi si applica.
Sono convinto che questi siano i nodi di chi opera nella scuola, quale che sia il suo ruolo. E in questo momento in cui il virus mette alla prova i nostri atti e i nostri pensieri, mi è venuta in mente la storia che brevemente racconto, e di cui sono ancora oggi orgoglioso.
Cosa ha scritto su questo blog
- Ti mando dal Preside
Un Preside scopre per caso che un colloquio dimenticato dal tempo era stato importante per una sua studentessa.