Le mie prime supplenze

di Roberto Ceriani

(testo tratto da un post su FaceBook del 5/11/20)

Le linee celeri dell’Adda (oggi metro M2)

Uscito nel 1969 dall’ITIS Feltrinelli di Milano come Perito Elettrotecnico, mi ero iscritto a Fisica a Milano. Dopo un paio di mesi lavoravo in fabbrica come disegnatore di impianti elettrici. Ero orgoglioso di aver progettato l’illuminazione della sala comandi dell’impianto petrolchimico di Gela, ma poi il petrolchimico è fallito (che siano rimasti al buio?).

La prima supplenza non si scorda mai

Lavoravo frequentando l’Università un po’ sì e un po’ no. Dopo un anno non reggevo più il ritmo di studente-lavoratore, oltretutto condito con intense attività politiche e studio serale di inglese e russo. Ho allora cercato supplenze nelle scuole.

A quel tempo c’era una tale penuria di insegnanti che, anche se ero solo uno studente al secondo anno di Fisica, mi hanno assegnato la prima supplenza il 5 novembre 1970, (il 4 novembre era festa nazionale per ricordare la prima vittoria dopo le guerre puniche).

Insegnavo Elettrotecnica al Professionale Cesare Correnti di Milano, nella sede staccata di Gorgonzola, sul canale Molgora, dove “La ghéra nà scighera che la se pùdea tajà cűnt el curtéll” (Per i non milanesi: “C’era una tale nebbia che si poteva tagliarla con il coltello”).

Uscivo di casa alle 6 per raggiungere la scuola con il leggendario trenino giallo delle Linee Celeri dell’Adda (oggi metro linea 2). Giocando con l’orario scolastico riuscivo a frequentare un po’ l’Università e guadagnare le 130.000 lire al mese che mi permettevano di vivere e pagare gli studi.

Quando portavo gli studenti a visitare una centrale elettrica (sull’Adda ci sono stupende centrali idroelettriche di inizio ‘900), l’ENEL chiedeva l’autorizzazione scritta dei genitori degli studenti perché erano minorenni. Io nascondevo la mia età perché ero minorenne anch’io! Avevo 20 anni e a quel tempo si diventava maggiorenni a 21.

Le supplenze sono come le ciliegie: una tira l’altra

Insegnare mi piaceva, così ho continuato a farlo per tutti gli anni successivi di Università, tranne i 13 mesi in divisa da soldato semplice. Ho fatto poche supplenze nelle scuole medie; ne ho fatte invece molte negli ITIS e nei Professionali.

Insegnavo Matematica, Fisica ed Elettrotecnica. Ho persino insegnato (si fa per dire…) “Disegno di Costruzioni Meccaniche” nei corsi serali di un ITIS, frequentati da lavoratori che di giorno usavano il disegno meccanico e di sera lo spiegavano a me…

La tentazione da insider trader

Agli esami di settembre mi pagavano le “propine esame”. Era un misterioso regalo (in spagnolo propina significa mancia) di circa 70 lire per ogni studente esaminato. Un anziano segretario mi spiegò che dagli anni ‘30 le propine erano una speciale indennità per le spese di risuolatura delle scarpe dovute al percorso a piedi per raggiungere la scuola sede d’esame. Ammetto di avere avuto la tentazione di rimandare a settembre una decina di studenti e guadagnare così 700 lire, ma ho resistito alla tentazione, anche perché mi sarei rovinato troppe scarpe…