La prima volta

di Luca Chieregato

La prima volta che sono entrato a scuola da adulto avevo ventiquattro anni.

Era la scuola elementare di Zibido San Giacomo: ricordo ancora che, nel varcare il cancello, ebbi un pensiero che poi ho capito essere negli anni un’intuizione. Questo è il primo giorno di tanti, sussurrò al mio orecchio la mia intuizione, e aveva ragione. Oggi, che di anni ne ho quarantacinque, ancora varco la soglia scolastica pensando di entrare in un luogo magico, dove possono avvenire cose incredibili, non tutte bellissime.

Non sono un insegnante. Sono uno scrittore, un attore, un cantastorie; a scuola ci entro con un cappello speciale, sicuramente più vantaggioso di quello indossato dal docente.
Arrivi, fai la magia, e poi vai via; alcuni me l’hanno raccontato così, il mio modo di stare a scuola.

In questi ventun anni a scuola ho insegnato teatro, scrittura creativa, ho condotto laboratori di animazione sociale, coordinato consigli comunali dei ragazzi, recitato e diretto spettacoli, dibattiti, tenuto riunioni. Ma ancora, come il primo giorno, mi sento di entrare in luogo sacro, pieno di persone vulnerabili che hanno diritto al mio rispetto, alla mia cura, alla mia compassione, alla mia comprensione, alla mia creatività.

Spesso ho sbagliato, a scuola: nel rispondere come non dovevo a un docente, nell’interpretare il comportamento di un ragazzo, nell’assegnare piccole punizioni. Mi ricordo quella volta in cui ho rimproverato un insegnante per come rispose a un ragazzo, e non avevo dati sufficienti per valutare; oppure quando pensavo che Davide, in seconda media, avesse bisogno di essere contenuto e invece aveva bisogno di essere ascoltato.

Si fa, si sbaglia, ogni tanto si legge male. Ricordo anche la bambina che non mi diceva il suo nome, ma se le chiedevo il verso della papera mi rispondeva: qua. E tante altre cose: momenti, immagini, fotografie in movimento di tante emozioni.

Questa è la mia esperienza: quella di qualcuno che arriva da fuori, sente la bellezza dell’ambiente in cui passeggia e ne vede la potenza, la fragilità, la forza, la meraviglia.

Ho sempre avuto grande rispetto per gli insegnanti, anche quando mi è parso di avere di fronte qualcuno che non sapeva per quale motivo fosse lì. Uno dei motivi del rispetto è, per certi versi, il rovescio della medaglia di ciò che dicevo prima: loro non fanno la magia e poi vanno via. Loro fanno la magia alla prima ora, alla seconda ora, e poi ancora domani, e dopodomani… non è facile, per loro.

Ogni tanto, nel guardarli lavorare, mi sono domandato se ricordassero la loro esperienza di bambini, di studenti, prima che di docenti. La prima volta di tutto è sempre un bellissimo mistero.

Il primo giorno di scuola

di Laura Crisafulli

Una delle fortune di essere insegnante è che ogni anno puoi rivivere il primo giorno di scuola!
In realtà ci sono due primi giorni di scuola: quello come docente solo con i colleghi e quello in cui entri in classe con gli alunni.

Lasciamo perdere tutto quello che c’è stato sempre “dietro” il mio primo giorno (attesa della nomina, posti disponibili, punteggi e precedenze, ricorsi, ecc.).

Fino all’anno scorso ogni primo giorno era una scoperta: dove si trova la scuola? Come si raggiunge? In quanto tempo? Superati i primi interrogativi entri e….ti senti persa! Tutti, più o meno, si conoscono, sono appena tornati dalle vacanze, si salutano, si baciano, si abbracciano e tu sei lì, con un sorriso di circostanza che non sai che fare, non sai neanche dov’è la “sala prof”!

Poi al collegio docenti ti guardi attorno, ascolti, cerchi di capire fin dall’inizio le dinamiche del gruppo (che più o meno sono sempre le stesse in ogni scuola, cambiano solo i protagonisti). Ti devi fare forza e coraggio, si ricomincia sempre da capo…


Lo stesso con gli studenti, non sai come sono, loro non sanno nulla di te, devi conoscerli e devi farti conoscere. Un avvicinamento lento, un adeguamento mirato e non sempre facile e spontaneo.

Quest’anno sono io a salutare, abbracciare e baciare ex colleghi dopo le vacanze. E’ una sensazione bellissima. Soprattutto per chi la prova per la prima volta. Sì perché oggi è, ancora una volta, un primo giorno di scuola! Sono felice, dopo tanti anni di attesa; non voglio perdermi neanche un istante e godermi fino in fondo questo momento prima di iniziare la frenesia del nuovo anno scolastico.

Mi guardo di nuovo intorno ed ecco che incontro qualche sguardo nuovo che vaga spaurito, gli rispondo con un sorriso, mi avvicino e gli propongo, dopo il collegio, un breve tour nella scuola, nei luoghi più importanti: sala prof, servizi e ovviamente bar e macchinette. Ora sono di casa.

Buon anno scolastico.
1 settembre 2016